Tasto Pausa

Non è facile ricominciare dopo Stefano Felici, la tentazione di mollare tutto e chiudere (almeno per un po’) c’è stata, inutile negarlo. Ecco che allora abbiamo pensato a Lucia Ghirotti, aka il il più bel regalo ricevuto da Verde nel 2017. Appena due racconti (qui e qui) negli ultimi quattro mesi, Tasto Pausa è il terzo, e la sensazione di leggerla da sempre. E presto ne leggeremo ancora, state avvisati. L’illustrazione è di Federica Consogno. Niente male i mercoledì così, non vi pare?

Quello che mi ha fatto rompere l’impegno di non cercarti mai, di non venire, è stato vedere tua sorella che si portava via le tue cose. Io per me ero a posto, mi bastava l’ultima immagine di te che aprivi la porta col casco in mano, cercando di dirmi qualcosa che io non ho capito perché stavo su Fifa 2015 e non mi andava di mettere in pausa per farti ripetere parole che probabilmente non mi interessavano tanto e che invece avrei dovuto ascoltare.

Tua sorella ti somiglia troppo, è la tua versione con la faccia da stronza, non ha detto una parola, ha preso le borse che avevo preparato e si è fatta pure un ultimo giro per controllare se fosse rimasto qualcosa. Io non mi sono mosso dal divano, dovevo battere una punizione da fuori area, ma quando è andata via ho pensato che non potevo permettermi di sovrapporre la sua immagine alla tua, nella mia testa dovevi essere tu l’ultima rossa della famiglia a cui avrei parlato e allora sono venuto fino a qui.

Ti dico solo due cose e me ne vado subito, che tanto lo so che da me non torni, ma se torni anche solo per un giorno, giuro che ti faccio trovare tutto cambiato e tutto come prima.

Smetto di guardare il cellulare mentre mi parli, svuoto la borsa del calcetto che sta lì da una settimana, leggo i libri che leggi tu e ammetto pure che Dylan Dog non è letteratura e che Breaking Bad a un certo punto svacca. Non ti dico più che hai le mani troppo piccole per tutto, utili solo a metterti le dita naso comodamente, se vuoi imparo quei versi che tenevi sul comodino, quelli della pioggia che non ha così piccole mani, che non ho mai capito che vuol dire. Le poesie me le leggo su Facebook, le amiche mie pubblicano quelle lì di Ladyhawke, il serial killer che punisce le altre dopo che lei se n’è andata come te. Oh, non ti sbagli, sempre quella mettono.

Se torni una sola volta da me facciamo come facevamo prima, che quando ti andava di fare l’amore, cioè quasi mai, mi chiedevi di scaldarti quei piedi che c’hai piccoli come le mani e mentre ti scopo ti dico pure che ti amo, che me lo scordavo ogni volta ma lo pensavo tutti i giorni.

Nel baule della moto i fiori si sono rovinati, mi dispiace, il viaggio è stato lungo, tua sorella ha voluto che andassi a stare vicino a lei. Ma perché, a rimanere dalle mie parti c’è il rischio che cambi idea?

Siccome so come sei fatta ne metto un po’ pure a questa vecchia qui che non ce n’ha per niente, dalla foto mi sa che è stata una grandissima zoccola.
Tra un po’ fa buio e qui chiudono.

Lucia Ghirotti

2 thoughts on “Tasto Pausa

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