Insanguinato e seminudo per Verde

A fine settembre Luca Marinelli ha passato tre giorni seduto da solo a leggere “La Distruzione” di Dante Virgili, nel chiostro del Museo Novecento. I nostri amici fiorentini, persuasi di avere di fronte Tommaso Madras, lo hanno trovato perduto e stordito, “per questo molto bene”. Un mese più tardi, a Roma, Marinelli ha trascorso la notte di Halloween da Orfeo, sulla Tuscolana, dove decorosamente ubriaco ha letto il racconto “Debugging Milosevic”, presentandolo come inedito, incompiuto e orgogliosamente anti ottomano.
Il 3 novembre, dopo un risveglio traumatico in una località segreta della bassa Prenestina, una rissa sulle scalinate del Palazzo delle Esposizioni e una spesa di 135 euro in albi de Les Humanoïdes Associés ai banchi di Piazza della Repubblica, ha perso il treno per Bologna.
Se Luca Marinelli vi ricorda un messicano perduto in Messico, bravi, avete studiato, siete completamente fuori strada; è piuttosto uno sradicato il cui moto esistenziale è descritto dal movimento del cordino di uno yo-yo, senza direzione, senza progresso, in balia dell’entropia. Luca Marinelli non cerca nulla, la sua vita non ha uno scopo, è nelle mani del caso, è uno schlemihl Insanguinato e seminudo per Verde a cui piacciono molto le mucche di Emmeppi.

Per scrivere questo racconto mi sono chiesto un po’ di cose.

Primo. Cosa succederebbe se insanguinato e seminudo irrompesse in un appartamento un essere che viene da un pianeta in cui i vestiti fanno parte delle persone, e cioè le persone nascono con i vestiti già addosso, e cioè cosa succederebbe se insanguinato e seminudo irrompesse in un appartamento un essere per cui nudo significasse in realtà nudo di vestiti, e quindi cosa si chiederebbe una persona che, per una qualche coincidenza captando il segnale di una qualche rete aliena di quel pianeta dove le persone nascono con i vestiti già addosso vedesse al telegiornale locale il servizio dell’uomo insanguinato e seminudo di vestiti che irrompe in un appartamento? Ma probabilmente la soluzione è molto più semplice di quello che in realtà pensavo, probabilmente direbbe solo il telegiornale deve aver sbagliato, quell’uomo che non ha davvero niente di anormale, quell’uomo che non ha assolutamente niente di alieno è completamente vestito, non è affatto nudo e neanche pieno di sangue, Maria! Marììì! Mi sa che sta bollendo l’acqua, va a calare fa il favore che io non posso alzarmi adesso, qua sta succedendo una cosa strana, s’è sbagliato il telegiornale non succede poi così spesso. Ah sì? Succede? Beh se lo dici tu, però fa il favore, vai a calare lo stesso…

Secondo. Cosa indosserebbe un tizio che viene da un pianeta simile.
Voglio dire, se quando hai dei vestiti indosso in realtà sei nudo come puoi andare tranquillo in giro con altri vestiti sopra i vestiti con i quali sei nato, e c’è qualcuno che riesce a notare la differenza tra uno veramente nudo di vestiti e uno che si è messo dei vestiti sopra i vestiti con i quali è nato, e quindi si è vestito di vestiti?
Forse allora lì la gente vestita è la gente che da noi è considerata nuda, e quindi le persone indossano delle pelli prodotte a partire da qualche materiale sintetico e assomigliano tutti a uomini nudi e rosa, e queste pelli magari – quelle buone – sono anche molto costose e un giorno per avere le nostre pelli, che sono pelli così vere, così belle questi alieni arriveranno sulla terra e ci scuoieranno tutti!

Terzo. Cosa hanno gli uomini di questo pianeta al posto del pene?
Voglio dire, quando sono nello spogliatoio del calcetto queste persone si invidiano per la marca della loro canottiera? Billy… Billy! L’hai visto quello? Ha una Zara, e ti credo che Marta l’ha lasciato. Guarda, faccio l’elicottero con la mia Kalvin Klein e vi sbatto in faccia che sono il maschio alfa, così poi posso comandare la spedizione punitiva contro lo sfigato di turno: lo mettiamo in mezzo e gli strusciamo addosso le nostre polo finché non piange. Maria. Te lo giuro io non sto facendo niente, Maria, qua sta diventando strano da solo, non c’entro, non riesco a cambiare canale…

Quarto. Ma allora questo mondo non è tanto differente dal nostro.
Tranne per un dettaglio; se queste persone sono vestite quando in realtà sono nude, o almeno lo sembrano, il loro sistema circolatorio dev’essere in qualche maniera differente da quello che svolge
le stesse funzioni in noi che siamo in realtà nudi solo quando siamo veramente nudi. Marì, corri a vedere, presto, questo non succede proprio di solito, questa volta te lo giuro, non sono i farmaci, quel tizio sta pisciando zucchero filato dalle orecchie.
No, non so se c’entra lo zucchero filato però, magari se ben sviluppata potrebbe rappresentare un’interessante ipotesi.

Mettiamola così: immaginate questo pianeta Terra ipotetico, terzo orbitante intorno a un ipotetico sole e nell’ipotetica Italia di quell’ipotetico mondo un appartamento, diciamo in Friuli Venezia Giulia, dove succede questo: un vecchio militare in pensione che ha scoperto da poco la simmetria e la bellezza delle teorie di Lacan che guarda la televisione comprata in offerta a un fuori tutto di un ipotetico Giugno Euronics perché era semplice da usare e alla televisione, il telecomando – l’ha fabbricato sei anni prima nell’ipotetica Africa un ventiseienne ipotetico che in quei giorni aveva una brutta polmonite e se non avesse avuto un colpo di tosse ipotetico avrebbe certo montato bene quel contatto che ora impedisce all’ex militare di cambiare canale e ha mandato in tilt tutto il sistema – si blocca: costringendo a vedere il telegiornale ipotetico di un mondo ipotetico nell’ipotesi, ipotetico due volte, di un tizio vestito a cui esce zucchero filato dalle orecchie che entra in una casa e il titolo: INSANGUINATO E SEMINUDO IRROMPE IN UN APPARTAMENTO, lo dice ad alta voce scandalizzato il telegiornalista impomatato e vestito di una pregiata pelle gialla di Giapponese delle regioni del Nord e questo telegiornalista è Pierluca D’Antuono.

FINE (qui tutti i racconti di Bologna)

Luca Marinelli

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