GATTINI™#20: ELLA GALTELLÌ, È SOLO POP

GATTINI è il contenitore degli orrori indifferenziati di Verde, ogni qualche venerdì qui e su Facebook. Oggi non c’è la consueta copertina di DeadTamag0tchi (calma, torna venerdì prossimo), ma una illustrazione regalo regale del grande Marco Cabras: nessun altro al mondo, così Andrea Frau, avrebbe potuto illustrare Ella Galtellì, è solo pop. Siamo molto molto indolenti questa notte, manca pure il solito gattino e non lo disegneremo. Statevi accorti, è venerdì. Miao.

Ella Galtellì, pop star sarda-canadese è quello che la musica italiana aspetta da tempo, ma senza saperlo (o volerlo?) In Italia non esiste una ragazza, sexy e talentuosa che faccia musica spensierata e orgogliosamente pop. Le cantanti italiane devono apparire come ragazze semplici, della porta accanto, e quando vengono agghindate a festa suscitano tenerezza: ah, poverina, ci sta provando, oppure: che brava, porta orgogliosamente quei chili di troppo, e soprattutto: le cantanti italiane devono obbligatoriamente cantare di amori tormentati, di insicurezza, malinconia, solitudine come se fosse una colpa essere belle, giovani, talentuose e amanti della vita!

Le cantanti italiane sono la Madonna, sono le mamme che si prendono cura dei padri e dei nonni, che lavorano dentro e fuori casa, votate al sacrificio, con il loro maledetto senso del dovere.
Ella Galtellì strappa le donne dalle cucine, le prende per mano, con i piatti ancora da lavare, insegna loro l’arte masturbatoria e le bacia come mai sono state baciate. Il burka delle cantanti italiane è la vocazione alla sofferenza, il loro velo è la paura del giudizio altrui.

Il mercato discografico italiano sa come funzionano le cose: i consumatori non vogliono una ragazza che ostenti spensieratezza, bellezza e talento. Le italiane quando guardano Thelma e Louise tifano per Brad Pitt o per il precipizio perché sostantivo maschile.
Per loro Ella è un memento mori, apre loro gli occhi: Ehi, tu fai il bidet a tuo suocero mentre tuo marito è al bar! Ma le mogli, fiere, rispondono alla Masaniella impertinente: No dai, oggi mi son presa una giornata per me, è vero, ho pulito casa, ma con un eyeliner molto aggressive, che se lo sapesse mio marito…e ho bevuto mezzo litro di rosso!
Per loro la bellezza è un pugno nell’occhio; il canone estetico consiste in un ecomostro con le lucette natalizie, all’esterno un casermone popolare diroccato, ma con interni arredati tipo fiction RAI, muniti di tv al plasma e robot da cucina.

Ella possiede una sua linea di moda, un suo profumo, un canale televisivo dedicato a lei, il suo marchio sta in ogni cosa immaginabile. Ma ci pensate, con la crisi che c’è…Ella guadagna così tanto! E guardate i suoi accessori, i suoi gioielli, uno schiaffo alla miseria! Sì, questo è vero, Ella ostenta ricchezza, manco fosse il Papa. Ma almeno lei non fa discorsi moralistici o pauperistici.
Ella Galtellì fa paura! Ella Galtellì è amata nel mondo, vista con sospetto in Italia, soprattutto in Sardegna, soprattutto dalle donne e dalle coetanee. Ella sbatte in faccia a tutti la sua libertà, il suo sorriso, il suo divertimento. Ella amplifica frustrazione e invidia, più lei sorride più aumentano le maldicenze. Le ragazze cresciute con lei, le haters più accanite, inizialmente si son fatte ricche con indiscrezioni al limite della diffamazione. L’Italia aspetta paziente e sadica la caduta di Ella Galtellì, come se fosse una Torre di Pisa poggiata su territorio sismico. Il suo sacrificio umano darà nuova linfa alla grettezza paesana. La sua caduta sarà un monito, un avvertimento, una naturale conclusione, una impiccaggione in pubblica piazza.

Come sia venuta fuori è un mistero. Nessun reality, nessun talent, nessuna parentela o raccomandazione. Le teorie del complotto su Ella si sprecano. Un documentario dal titolo “Ella: è non nata una stella” insinua che la ragazza sia stata imposta dalle multinazionali americane, con l’appoggio dell’Unione Europea, degli Illuminati e della Trilateral per influenzare le giovani italiane e cambiarne i costumi. Un complotto femminista per sferrare un duro colpo alla natalità, puntare al calo demografico per diminuire la carne da cannone! L’accusa più grave: Dietro ci sono le Lollipop! Oppure è la vendetta di Hillary Clinton! C’entrerà la Boldrini? La giovane è una minaccia alla cultura cattolica, un cavallo di Troia della teoria del gender. In un suo video, pensate un po’, i bambini truccano pupazzetti di Cristiano Ronaldo seguendo video tutorial di makeup e le bambine, con il volto segnato come gli All Blacks, giocano con un biliardino che invece degli omini ha le Barbie.

Una mattina arriva la notizia che coglie tutti di sorpresa: Ella è scomparsa. Si sarebbe dovuta esibire in un locale a Francoforte ma non si è mai presentata. In Italia la notizia viene accolta con malcelato giubilo.
Passano lunghe settimane, nessuna notizia della ragazza e nessuna richiesta di riscatto. Si è scatenata una caccia all’uomo mai vista, elicotteri, perquisizioni, agenti privati hanno carta bianca, le polizie internazionali e quelle locali con i loro scarsi mezzi si limitano a comunicare ogni loro progresso alla casa discografica. La multinazionale che produce la Galtellì ha accesso ai dati personali di milioni di fan e consumatori che comprando i vari prodotti Ella™ hanno acconsentito senza saperlo a cose che vanno dalla tracciabilità degli acquisti online all’espianto degli organi. Se solo i produttori volessero, potrebbero ricreare una Ella attingendo agli organi dei fan. Si può fare! Ma non è questo l’obiettivo. La scomparsa sta facendo impennare gli utili della sua società.
Ragazze e ragazzi di tutto il mondo stanno vivendo la loro tragedia generazionale, ci manca solo l’appello del Papa per il suo rilascio. Questo rapimento è un castigo divino, viene punita la sua hybrys. La regina dell’apparenza condannata all’invisibilità? Oppure la sua scomparsa accrescerà la sua mitizzazione? Sì, ma per quanto tempo?

Quando tutto sembra perduto un ragazzo scopre un video su youtube: nel video due uomini con la maschera di Elvis, uno con accento italiano e l’altro russo, rilasciano una breve dichiarazione: Ella è nelle nostre mani, ma ci sfugge, guardate voi stessi. Dietro di loro si vede la cantante, l’immagine è tremolante, intermittente, si sente un rumore simile a quello delle zanzariere elettriche, la sua figura si alterna a quella di una sagoma composta da numeretti verdi. Il video dura pochi secondi. In seguito verrà analizzato, ogni fotogramma sviscerato.

Dov’è finita Ella Galtellì? Chi è quella nel video?
Ella era il cambiamento, Ella era una minaccia ai valori tradizionali, Ella andava fermata.

Peccato che Ella non sia mai esistita. Era un ologramma, una proiezione mentale una suggestione di massa, gli ex compagni, gli ex ragazzi, i genitori: tutte comparse. Ella è come il pop, non esiste ma è necessario. Proprio come il pop, le si dà un ruolo che non le compete, ci si aspetta da lei un esempio, un cambiamento che vorremmo, le si delega potere che non ha, la si carica di responsabilità per non prenderci le nostre. Ella è solo pop. Ecco, se ora mi chiedete di che colore aveva i capelli Ella Galtellì, se mi chiedete il titolo di una sua canzone, se mi chiedete di chiudere gli occhi e immaginare il suo volto, a me non viene in mente nulla. Ma mentre cerco di ricordare sorrido, perché il suo nome, il suo ricordo senza volto, mi fa stare bene.

Andrea Frau

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