GATTINI™#19: LOOP

gattinideadtamag0tchi

DeadTamag0tchi after Andy Wahrol, GATTINI

GATTINI è il contenitore degli orrori indifferenziati di Verde, ogni qualche venerdì qui e su Facebook. Loop è l’episodio fondativo del Ciclo della Mangrovia di Paolo Gamerro, incredibilmente inedito qui sul blog ma non su Facebook, dove da tempo fa mostra di sé come robook (su Souncloud invece è letto così così da Guido Marchetti). Senza seguito naturalmente il concorso lanciato da GATTINI venerdì scorso: lo rilanciamo inutilmente ricordandovi che qui ci sono le istruzioni, in calce al racconto il secondo orrore partorito dalla redazione, questo è il link a una problematica pagina web probabilmente reindirizzante.
La copertina è di
DeadTamag0tchi. È venerdì, e allora? Miao.

Il problema delle pagine web è quando si mettono a generare loop di re indirizzamento. Sono quelli i loop nocivi che fanno male al cervello, portandolo appunto nel web, e facendogli seguire flussi di pensiero strutturati dalla macchina. Un mio amico soffriva di questi problemi, si faceva trasportare dal loop ogni volta che una pagina web si reindirizzava. Si chiamava Antonio Vivo, lui lavorava al computer, catalogava dati su fogli elettronici che spesso aprivano varchi dai quali sgusciavano fuori pagine web che generavano loop di reindirizzamento. Antonio era un ragazzo solare e simpatico, un po’ pazzo forse, ma nel senso buono del termine. I loop di reindirizzamento però lo rendevano pazzo nel senso cattivo del termine, gli facevano compiere gesti inconsulti, che mai avrebbe compiuto a mente sana. Per esempio si metteva a bruciare i gatti del quartiere, uno dopo l’altro, stava dietro loro con l’accendino e li infiammava partendo dalla coda. Oppure tirava mazzate alle macchine parcheggiate sotto casa sua, in centro a Busto Arsizio. Altre volte invece cominciava a citofonare a tutti gli abitanti dei palazzi e poi scappava correndo. Quando pensava di essere seguito, si nascondeva nel primo bar e rimaneva lì acquattato per qualche mezz’ora, a bere una sambuca. Poi usciva e riprendeva.

Se lo guardavi negli occhi in quei frangenti non lo riconoscevi, aveva le pupille nere, dalle quali sgorgavano i loop di reindirizzamento web. L’effetto alcune volte durava anche sei, sette ore. Antonio, poveretto, è stata una delle prime vittime dei flussi di reindirizzamento web, noi l’abbiamo salvato e l’abbiamo portato da un medico capace, specializzato. Il medico capace gli ha dato alcune siringhe avveniristiche con le quali, quando sarebbe stato attaccato dai flussi, avrebbe potuto drenare i loop, i quali generano pazzia e comportamenti malvagi. Il medico capace ha altresì tranquillizzato Antonio dicendogli che oggidì questo è un problema comune a tutti i lavoratori italiani che di lavoro stanno davanti a pagine web terribili che sparano loop di reindirizzamento come se niente fosse. Ora Antonio è felice e ogni sera, una volta che è tornato a casa dal lavoro, usa le siringhe per depurarsi dai possibili materiali nocivi che gli circolano dentro. Certo, rimane il fatto che comunque è un bel casino, una gatta da pelare. Una gatta come quelle che Antonio bruciava quando era posseduto dal male proveniente dalla rete delle reti.

 

Paolo Gamerro

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