JOYDIDÌ

Come si racconta qualcosa che è proibito? Come si espone ciò che è inusuale vedere? La camuffi. Joydidì gioca maliziosamente su questa linea di confine, tra non-sense e doppi sensi, maschera il suo ruolo di artista sotto la stessa ingenuità giovanile che soffonde i titoli delle sue creazioni, ciò che li accompagna è la passione per la musica, il timbro viscerale e caotico del punk. Un ritratto malato, isterico, schizzato della realtà di figure infantili, macrocefale, deformi.
Approda all’accademia di Belle Arti di Bologna dopo aver frequentato l’Istituto Statale d’Arte in un piccolo centro dell’Abruzzo, dove adesso risiede.
Le sue opere girano nei circuiti dei festival underground e nelle esposizioni personali e collettive d’Italia.

Da lunedì 9 gennaio sul blog.

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