UNA STORIA CARINA

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Sergio Caruso, Senza titolo

C’è stato un momento della nostra storia, due o tre anni fa o forse meno, in cui ogni cosa stava diventando all’improvviso carina (ma non in Spagna). Quei giorni per fortuna sono finiti, ce l’abbiamo fatta, adesso l’upgrade da bar è pazzesco, durerà poco, ci sentiamo già meglio, ci prenderà il malessere occidentale, è avvenuto oggi (una regola qui in redazione diceva: mai pubblicare brani di conversazioni Whattsapp un racconto o Una storia carina, poi Paolo Gamerro ha ricominciato a scrivere – ben tornato Paolo, adesso però resta). Il disegno è di Sergio Caruso.

A e B stanno insieme da qualcosa come tre anni.
A lavora nella redazione di un settimanale di cinema e tv, B fa la grafica per un importante studio in centro.
A e B portano entrambi wayfarer neri.
A vive ancora con i suoi genitori, B divide un appartamento con un’amica che fa la videomaker.
B vorrebbe andare a vivere insieme ad A, ma A non prende abbastanza soldi, quindi in caso si dovessero “smezzare” un affitto, B pagherebbe sicuramente più di quanto paga ora per l’appartamento che divide con l’amica che fa la videomaker. In sostanza B pagherebbe tre quarti di affitto, A un quarto, per cui anche B, a questo punto, si troverebbe un po’ a corto di soldi. Non si tratterebbe quindi proprio di uno “smezzare”.
A e B si sono conosciuti a una festa carina dove suonava un gruppo indie carino, c’era un deejay carino, un tipo carino leggeva le sue poesie carine, era la fine carina di una primavera carina.
A le ha detto quella sera stessa che fino a qualche anno prima suonava in un gruppo che si può definire shoegaze, suonava il basso, il gruppo si era recentemente sciolto. B è stata ad ascoltare e poi ha offerto una birra ad A, che non aveva più un soldo in tasca, e sono rimasti a parlare per due ore di un libro scritto da uno che si è ammazzato subito dopo averlo concluso. Sono stati a chiacchierare fino all’alba e in un determinato momento si sono abbracciati tipo fortissimo. Portavano entrambi Vans di tela, nere.
A e B ultimamente litigano spesso.

B oggi accusa A di non essere sufficientemente presente: e con presente intendo che non la caga più tanto, che preferisce starsene a guardare un film o una serie tv o ascoltare un disco piuttosto che parlare con lei, o ancora uscire a bere una birra con gli amici o con i colleghi della redazione, o andare a un concerto o leggere Rivista Studio.

A dice che è B che si è irrigidita, inoltre a B non frega nulla dei gruppi che ascolta A, non le importa un granché della musica, e una sera si è addormentata mentre A le stava raccontando di un gruppo americano che era appena andato a sentire, un gruppo che si è rimesso a suonare dopo dieci anni di assenza, un gruppo che si è riformato quindi, un gruppo che quest’anno è uscito con il disco nuovo, un disco stupefacente, simile alle primissime cose che suonavano a fine Ottanta, un disco oldschool per i fan oldschool, e dal vivo hanno fatto sia i pezzi di questo disco che i pezzi più vecchi, storici, quelli che tutti i fans non vedevano l’ora di riascoltare dal vivo. Quella sera A dormiva a casa di B anche perché la coinquilina videomaker di B era tornata a casa per le vacanze di Natale (lei vive al sud, è venuta al nord per lo IED o il NABA, ha trovato poi lavoro come videomaker grazie a una serie di incontri e conoscenze). Quella sera A e B non hanno fatto sesso.

Quando B esce con gli amici o con i colleghi di A, si annoia.
B dice che i colleghi di A sono noiosi e si atteggiano e fanno i colti e gli intellettuali e sfoggiano la loro cultura per metterla in difficoltà. A una sera le ha detto che queste sono tutte menate e B si è messa a piangere.
B piange spesso ultimamente: A non lo sa, la coinquilina videomaker meridionale di B invece sì.
A e B vanno ad ogni modo a diversi aperitivi.
B guadagna sempre di più, A guadagna sempre di meno.
B e A parlano spesso di andare a convivere insieme.
A e B considerano anche però il fattore spese, il fattore affitto, quindi il fattore soldi.
Quando parlano di andare a convivere insieme, spesso il discorso finisce tronco. B si mette a piangere, A si sente impotente ma non ci pensa poi più di tanto, non dà quel peso alla cosa, ecco. Quel peso che invece le dà B.
A pensa a come potrebbe fare a cambiare le cose (cambiando lavoro? Trovandosi un altro lavoro? Ma quale altro lavoro? Chiedendo un aiuto ai suoi? Non sarebbe ancora più umiliante in questo modo?), ma non ci pensa per davvero.

Inutile negare che B, da qualche periodo, esce con un collega di A, senza che ovviamente quest’ultimo lo sappia. Si sono conosciuti davvero a un reading, una sera a orario aperitivo. Ho scritto davvero perché tecnicamente si erano già visti in un’altra occasione tempo prima, quando A aveva portato B fuori con i colleghi. Al reading, lui è stato molto gentile con B. B era lì da sola (A era a casa a scrivere) mentre il collega di A era accompagnato da una mezza figa. Dal giorno dopo il collega di A e B hanno cominciato a messaggiarsi.
B si è scopata più volte il collega di A.
B piange sempre più spesso e sa che sta facendo qualcosa di davvero brutto.
Del resto, non riesce a fare a meno del sesso con il collega di A.
Il collega di A ha il cazzo davvero enorme.
B si è fatta penetrare ovunque.

B ha cominciato a uscire e a scopare anche con altri, gente che le ha presentato la sua coinquilina videomaker meridionale o che ha trovato a feste dopo il lavoro, feste alle quali A non è mai andato perché era a concerti vari.
A ha ricominciato a suonare il basso e sta mettendo su una nuova band.
B dice alla sua coinquilina che A è così infantile, e continua a prendere cazzi da altri, ma specialmente dal collega di A, che ha la fissa di scoparla sempre e soltanto da dietro.
A e B si parlano sempre meno.

A e B si parlano il minimo indispensabile, stanno pensando alle vacanze, a fine luglio.
In redazione da A è arrivata una stagista carina.
A è uscito tre o quattro volte con la stagista carina.
A ha perso la testa per la stagista carina, che vorrebbe essere assunta.
La stagista carina una sera gli ha fatto un pompino e ha ingoiato lo sperma.
La stagista carina gli ha detto che le piace il sapore della sborra. Gli ha detto proprio sborra, non sperma.
Al padre di B viene diagnosticato un tumore inguaribile: è una spiacevole notizia.
Lo stesso giorno della spiacevole notizia, B dice ad A che deve assolutamente parlargli e al telefono scoppia in un pianto.
La sera B e A si trovano, e B scoppia in un pianto per la seconda volta e dice ad A che lo ama e che sta male e ha paura.

Ho paura.

Anche A scoppia in un pianto (perché lui non ama più B veramente e per questo si sente una merda), prova qualcosa per la stagista nuova della redazione. Probabilmente anche più di qualcosa.
A conseguentemente racconta a B della stagista della redazione e le parla di quel pompino.
B vomita, improvvisamente. Non contiene il dolore e piange e vomita e prende del Valium.
Qualche ora dopo è a casa del collega di A e gli fa un pompino e si fa scopare fino allo sfinimento.
A e B si lasciano.
La stagista della redazione non viene assunta in redazione.
Poco più tardi viene licenziato anche A: c’è una forte crisi e bisogna fare dei tagli.
Il padre di B è deformato dal tumore.
Il padre di B muore.
B trova un altro ragazzo (non so chi è), più giovane di lei, e perde la testa. Vanno a vivere insieme.
A va a lavorare nella ditta del padre, una ditta di serramenti, si reinventa come commerciale. Nel frattempo manda curriculum in giro. È sotto psicofarmaci.
L’ex coinquilina di B, videomaker terrona, una sera sparisce e non la ritroveranno più, e questo è un particolare che non interessa a nessuno.

Paolo Gamerro

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