CASUAL FRIDAY #51: SPORE

Casual Friday (qui e su Facebook) è la rubrica di Verde nata per promuovere un nuovo reading code. Ogni settimana un racconto inedito di un autore diverso cercherà di farvi ridere, divertirvi o semplicemente imbarazzarvi.
Pesantissima aria di smobilitazione e sintomatica tensione ai minimi storici dentro Verde: il grande sogno è forse finito? In questo fosco scenario di bilanci c’è già chi si riposiziona, ma la base non ci sta, il popolo si ribella (deciderà il blog). Non vale la pena ricominciare con questo caldo, ne riparleremo dopo l’estate (ma così a settembre, è chiaro, non ci arriviamo).
Spore è una scheggia impazzita della fase no-wave di Paolo Gamerro (o ciclo della Mangrovia). Il 22 marzo scorso, a Roma, ha partecipato alla terza serata di 8×8. È arrivato primo ex-aequo per la giuria di qualità, secondo dopo il voto popolare che naturalmente rispettiamo (è venerdì, stai molto calmo e rilassati).
L’illustrazione è di
DeadTamag0tchi, all’ultimo giorno con noi (ma tanto torna prima o poi).

#1

Prima si andavano a vedere i complessi rock, oggi c’è il Selezionatore della Musica. Con il Selezionatore della Musica la tua vita cambia: in pratica scegli tu, tramite la selezione, la musica che vuoi sentire, basta inserire il gettone e selezioni. I concerti rock non davano lo stesso livello esperienziale, erano roba vecchia da male alle adenoidi. Oggi invece, tramite il Selezionatore della Musica, la scaletta la decidi tu selezionando con mano tua l’artista tuo favorito che vuoi sentire nel bar col volume a palla. Noi qui tutti ci siamo spostati al Bar Desideri a bere le spume e a rimanere attaccati alle adenoidi l’uno con l’altro mentre selezioniamo le hit sul Selezionatore della Musica. Silvio ne è entusiasta, proprio ora sta ballando con il ginger in mano la musica che ha scelto e che il Selezionatore della Musica eroga con il suo servizio di espandere musica nel bar tutto e anche dentro la testa degli avventori cinesi, che ci guardano male, me e la mia compagnia, ragazzi con le adenoidi connesse ancora ben in vista e la voglia di ballare e essere i giovani protagonisti del 2.0. Roberta pure ne va matta: sono ore che sceglie le sue hit sul Selezionatore della musica, mentre guarda nella testa degli avventori cinesi con il chinotto in mano, balla e si dimena e manda vibra di gusto, sta bene.

#2

Francesca B. non capisce. Non capisce che quando sto seduto a guardare fuori dalla finestra, io in realtà sto lavorando. Un romanzo non si scrive alzandosi alle otto di mattina e mettendosi al computer per nove ore al giorno, l’idea cresce piano piano e si nutre di realtà, come una piantina che diventerà un albero. Lei non capisce che quando me ne sto al bar, seduto al tavolo, assorto ad ascoltare le conversazioni delle persone, a osservarle nei loro movimenti e comportamenti, non capisce che questa diventa tutta materia per il romanzo, cibo per la piantina che faccio crescere nel mio cervello e che un giorno diventerà albero, un grande albero. Francesca B. non ha la testa per connettersi con il mio mondo, secondo lei non faccio nulla se non crogiolarmi nel mio fare nulla, quando invece me ne sto ad assorbire tutto il materiale, nutrimento per la mia piantina che un giorno sarà albero, sarà il mio romanzo, il grande romanzo italiano al quale sto lavorando da mesi. Lei non ha proprio la testa per comprendere le dinamiche del lavoro intellettuale, le tempistiche, lo studio, il logorio cerebrale che ci sta dietro. Ogni volta è una discussione, un litigio, io le spiego della piantina nel mio cervello, continuamente cerco di farglielo entrare in testa questo concetto, ma lei non ce la fa, non ha la testa proprio, non ha la testa per rendersi conto dei miei sforzi intellettuali, grida che sono pazzo e che se ne vuole andare via di qui, ora.
La testa.
Questa sera ho deciso di porre fine alla faccenda con semplicità, le faccio vedere la piantina che è nel mio cervello, la mangrovia, che diventerà albero e quindi il mio grande romanzo italiano. La testa. Questa sera mi raso a zero e mi aprirò il cervello con la forbice e le mostrerò la bellissima piantina che sta crescendo sana, la mangrovia, nella scatola cranica. Francesca B. rimarrà piacevolmente sorpresa e la finirà di lamentarsi. Lei non capisce, non ha testa per capire certe cose, io ho la mangrovia. Non si rende conto che quando me ne sto sulla panchina in silenzio a guardare le macchine che passano, io sto strutturando la mia opera, sto sfamando la creaturina che sta crescendo nel mio cervello, sto metabolizzando e dando forma al mondo che mi si palesa davanti agli occhi in forma semplice: persone, parole, macchine, movimenti. Tutto sintetizzato nel mangime che darò alla mia piantina che crescerà e diventerà albero, il grande romanzo italiano. Questa sera, finalmente, Francesca B. capirà. Forse.

#3

Quando voglio impossessarmi dei metadati del cervello di una donna, io la invito a casa mia e metto su un dvx di un film di Muccino. Io sono un figo allucinante e ho il fisico da attore italiano. Indosso giacchette di pelle attillate, jeans attillati blu scuro, stivali e porto sempre gli occhiali da sole. I miei capelli lisci e lunghi sono la prima delle mie armi di seduzione.
Posseggo tutti i dvx di Muccino, io, questa è ufficialmente la mia seconda arma di seduzione. Ogni volta che escono in dvx, li compro, anche se prima vado a vederli sempre al cinema Lux, che è specializzato nei film di Muccino. Il cinema Lux proietta solamente film di Muccino da ottant’anni a questa parte.
Invito Giorgia a mettersi vicino a me sul divano e le guardo dentro la testa mentre lei è intenta a seguire la trama del film di Muccino. Nei film di Muccino gridano sempre tutti e Will Smith è contento quando fa i soldi e trova la felicità. Offro a Giorgia un’acqua tonica e ci sciolgo dentro la ghb. La ghb è la mia terza arma di seduzione.
Lei sviene, siamo a metà film di Muccino.
Prendo Giorgia di peso e la porto sul letto, è intontita, biascica parole senza senso ancora per qualche secondo prima di addormentarsi. La mia camera da letto è elegante, appesi ai muri ho messo su degli arazzi.

A me Stefano Accorsi nell’Ultimo bacio piace molto, come tipo di uomo, intendo. Considero l’Ultimo bacio il film italiano della nostra generazione, mia e di Muccino, questi quarantenni vulnerabili e insicuri e amanti dei metadati nel cervello delle donne.
Giorgia ha trentuno anni e ora la sto riprendendo mentre dal salotto sento i dialoghi del film andare avanti e i personaggi urlano ancora!
Quando vedo lei dormire sul mio letto, sdraiata scomposta, nella mia camera da letto, capisco che è il momento di agire, e prendo la siringa con la quale mi connetto al suo cervello e comincio a scaricare quindi i metadati che poi salvo sul mio computer.
La guardo per qualche minuto e poi scendo di sotto al bar Desideri a vedere com’è la situazione e a bere una cedrata e a scegliere una musica dal Jukebox.

#4

Buongiorno amici, benvenuti tutti sulla pagina dei miei libri. Io sono il gestore assoluto della pagina dei miei libri.
Questa non è soltanto una pagina, ma anche un luogo di incontro, connessione e scambio di idee e metadati dove ognuno di voi potrà farmi domande sui miei libri. Sono presenti tutti i links sicuri per acquistare i miei libri nella rete. Potete qui condividere i vostri pensieri, le vostre parole e le vostre idee sui miei libri, che trovate online, acquistabili e scaricabili facilmente, seguendo i links sicuri che si trovano sulla pagina dei miei libri. Sulla pagina dei miei libri ogni riflessione e ogni commento è ben accetto purché non ci siano parole volgari o che spingano a commettere violenza. Sulla pagina dei miei libri spesso erogo anche consigli su come io ho scritto i miei libri, come sono nati, germogliati e come negli anni ho sviluppato la passione della scrittura. Sulla pagina dei miei libri troverete anche indicazioni per iscrivervi alla mia newsletter, nella quale ogni mese informo gli amici sulle novità riguardanti i miei libri e anche tipi altri di news. Seguendo i links benevoli che trovate sulla pagina dei miei libri, potete facilmente tr

Paolo Gamerro

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