GENTE CON LE PEZZE AR CULO

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Serena Mazzini, Light Hole

Poesia su Verde? Ma siamo impazziti?
(Che poi per alcuni potrebbe essere prosa in versi e comunque è di Giovanni Pianigiani e a noi tanto basta. La foto che apre Gente con le pezze ar culo è di Serena Mazzini – Light Hole).

Gente con le pezze ar culo
corre verso il futuro
perché il futuro comunque arriva
e il futuro è adesso, la foto di
quaranta anni fa: corrono
il giro d’onore per una grande
vittoria: Albania-Romania
sette a uno, e la coppa in mano.
Il capitano è massiccio, dà
fiducia al gruppo. Il portiere
caracolla dinoccolato, felice
di essere sul campo, un altro
giocatore sembra mandi baci
ai compagni e al mondo.
Gente con le pezze ar culo
ha vinto una grande partita,
eterna gloria a te Shqiperia,
gettali in mare gli scafisti
e ricorda Skanderbeg, l’invitto.
Butta in mare i clan e il kanun,
seguilo solo quando dice di
accogliere gli ospiti e di
perdonare al nemico. Torna
a vedere quella vecchia foto:
sette a uno alla Romania, uniti
a correre verso il futuro.
Gloria a te Romania, ti sei
rifatta in tante altre partite,
corri verso il futuro, con le
pezze ar culo. Buttali in
mare i tuoi nuovi padroni
e ci vediamo per qualche
altra foto che un giorno
sarà un bel ricordo

Mio padre aveva le pezze ar culo
lo vedo dalla foto di tanti anni fa
scompare nel cappotto troppo grande
è alto, secco e con lo sguardo perso

Mio padre salva il cibo ogni sera
gestisce gli avanzi, non vuole sprecare
ricorda la guerra e i patimenti
il pane avanzato lo mette nel freezer

Mia madre aveva le pezze ar culo
sua madre aveva le pezze ar culo
Trieste aveva le pezze ar culo
l’Italia aveva le pezze ar culo

Il mondo si sparava con le pezze ar culo
si bombardava con le pezze ar culo
e alla fine della guerra erano esaurite
pure le pezze, anche i culi

Anch’io sono con le pezze ar culo
non c’è la guerra, adesso siamo ricchi
eppure è così, non possiedo nulla:
solo un televisore di venti anni fa

Però non sono magro come mio padre
e mi viene il dubbio che ho meno pezze ar culo
e poi se sono al verde è anche colpa mia
non certo di una guerra

Ma una cosa ho imparato da mio padre
e da mia madre: non me ne importa un
cazzo di essere con le pezze ar culo,
non mi frega di stereo, dvd, auto

non mi frega di cellulari, vacanze alle
Maldive, mi basta star bene con me
e go una granda nostalgia che fa
s’ciopar il cuor, la nostalgia de quando

tuti ciapava el tram rampicai sui predellini
e nissun protestava dela spuza e i ruconi
e voi ieri putei e il mondo iera putel
e tuto podeva ancora suzeder in ‘sto mondo

Tornemo a Greta, fioi, a Roian, a San Giovani,
a zogar per i campi a tirarse scoi, a strucarse
l’erba dai maioni e domenica tuti in cine
per il film de cauboi che cori e cavai che spara

Longa vida a noi con le pezze ar culo
longa vida a l’Ungheria, a la Slovenia
a la Bosnia, a la Croazia, a la Jugo, a la
Macedonia, a la Romania, a l’Albania,
a la Bulgaria, a la Moldova, a tutti quei
con le pezze ar culo che ciapa ancora
il tram strucandose un sora l’altro,
a quei che spuza, che scataraccia,
che suda, che fa stronzi, che pisa,
che ciapa la piomba e dopo i va
in busta a dormir.

Longa morte a tutti i novi paroni,
ditatori, nazionalisti, liberalisti:
in mar, in mar, in mar, in mar,
non con le pezze ar culo, ma
con un scoio al colo

Esiste un mare felice dove annegare esiste un abisso felice dove bere l’acqua dell’amore Adriatico selvaggio portami via con te oggi soffia la bora volano storti i gabbiani nelle profondità si vede il riflesso degli ombrelli che volano via la bora scura si rischiara arriva la bora chiara senza nuvoli in cielo e genti con le pezze ar culo veleggiano nelle profondità del mare tra seppie spari suri sgombri ribaltano i vapori smagano i naviganti li salvano dagli abissi e li insegnano a volare come gabbiani portati in giro come ombrelli strappati dalla bora scura, che adesso è chiara agita il mare e fa splendere il sole, anche lei con le pezze ar culo

Giovanni Pianigiani

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