CASUAL FRIDAY #40: 3×2

segni-2-senza-titolo-.jpg.jpeg

Erica Monzali, Senza titolo (elaborazione digitale di un disegno a china su acetato e cartone ondulato)

Casual Friday (qui e su Facebook) è la rubrica di Verde nata per promuovere un nuovo reading code. Ogni settimana un racconto inedito di un autore diverso che cercherà di farvi ridere, divertirvi o semplicemente imbarazzarvi.
Tre nuove racconti di
Flavio Ignelzi: il titolo, 3×2, suggerisce l’ambientazione (SPOILER: un supermercato). È venerdì, rilassati!
Illustrazione di
Erica Monzali (Senza Titolo).

Sahara

«Stamattina sembra il Sahara», biascica la cassiera passando la mozzarella al lettore. E invece è la mia città, il supermercato dietro casa, zona alta, direi residenziale se l’affermazione non suonasse troppo snob. «Dicono che oggi sarà il record dei record», aggiunge la tipa, la frase scandita da un paio di beep della cassa. Sfoggia un bel sorriso. Discreto. Affidabile. Cordiale, ma non alcolico.
Sta parlando del caldo di questi giorni. Un luglio di afa e sudore. Io sorrido e annuisco.
Nel punto esatto in cui siamo in questo momento, la cassiera ed io, c’era un prato in mezzo ai palazzi, un quarto di secolo fa. I ragazzini di tutto il quartiere ci giocavano a pallone. Gildo, Umberto e gli altri. Io no, perché mi ci ero appena trasferito, qui in città, e non li frequentavo ancora. E poi perché nel gioco del pallone sono sempre stato una schiappa. Li guardavo dal balconcino di casa, qualche volta.
Poi hanno costruito sopra un edificio, che è diventato un supermercato.
«Dovreste mettere l’erbetta nelle corsie del supermercato», dico.
Lei mi fissa spaventata. «Il prato artificiale è di là», suggerisce, indicandomi il reparto fai da te. «Sono diciassette euro e ottantaquattro».

Il posto sbagliato

Oggi pomeriggio, al supermercato, ho occupato il posto sbagliato.
Sono in fila alla cassa, dopo una via crucis da disabile alimentare (patatine in bustone, glutammato in brick, surgelati in cubi), e ragiono sul fatto che nessuno mi ha avvertito, nessuno mi ha segnalato l’infrazione, nessuno mi ha chiesto di spostare l’auto quando ho parcheggiato poco più di un quarto d’ora fa.
Pago ed esco nello sbuffo delle porte a vetro. Quindici gradi dentro, trentadue fuori: l’occidente evoluto si identifica con gli sbalzi di temperatura. Dribblo un vucumprà che chiede spiccioli, apro l’auto col telecomando, ripongo la spesa nel portabagagli.
M’aspetto improperi. Bramo battibecchi. Supplico occhiatacce.
Guardate, gente, queste linee sono arancioni, griderei se avessi un briciolo di coraggio, c’è disegnata una sedia a rotelle.
Niente. Nessuno mi redarguisce. Nessuno mi nota. Sono invisibile. Sono deluso.
Salgo insieme alla mia vigliaccheria, metto in moto e vado via. Libero il mio posto sbagliato.

Le tre

Il supermercato di notte è un teatro senza spettatori. Le luci abbagliano, la scenografia scintilla, le quinte promettono attrezzisti e macchinisti che non arriveranno prima dell’alba.
Nei film americani i 24/7 sono cool, di notte accade sempre qualcosa di spaventoso: mostri, alieni, serial killer. Gente che fugge da qualcuno o da qualcosa.
In Italia c’è l’offerta sulla birra Moretti e sul cornetto Algida. Vivi la tua estate.
Una Canalis con shatush tira per mano uno degli Oasis con maglietta Modà; si attardano (è il caso di dirlo) al banco salumi. Affettuosi in cerca di affettati. Scusate l’annominazione: il calembour delle tre.
Il supermarket di notte è un modo rassicurante per sfuggire dagli incubi del genere umano e rientrare in sogni amniotici, lasciarsi avvolgere dalla consolazione di nonluoghi tutti uguali, tutte copie, tutti doppioni.
“Mi sarebbe piaciuto infilzare la notte sul foglio come una grande farfalla notturna”, scriveva Onetti nel 1939. Al supermercato di notte, nel 2016, le trovi già infilzate.

Sipario.

Flavio Ignelzi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...