CASUAL FRIDAY #39: RIBES BLU

segni-1-.jpg.jpeg

Erica Monzali, Senza titolo (China nera)

Casual Friday (qui e su Facebook) è la rubrica di Verde nata per promuovere un nuovo reading code. Ogni settimana un racconto inedito di un autore diverso che cercherà di farvi ridere, divertirvi o semplicemente imbarazzarvi.
A grande richiesta tornano Il Catalano, Telemaco Piccoli detto Marco e Nestor Camporese:
Ribes Blu è la seconda parte della Trilogia del Ribes di Andrea Frau (qui la prima).
Illustrazione di Erica Monzali (Senza Titolo).

Marco Piccoli dopo il disastro della finale di Champions venne squalificato per la cifra record di ventotto giornate. Dopo quella partita era tornato a vivere con la madre senza rilasciare interviste o fornire spiegazioni. Aveva smesso di allenarsi, il suo club gli aveva fatto causa per danni d’immagine e inadempienze contrattuali.

Ribes aveva fatto perdere le sue tracce dopo aver ucciso il Mora. Il Catalano lo cercava da settimane. Inizialmente aveva intenzione di complimentarsi con lui, ma col passare dei giorni la sua preoccupazione aumentava. Ribes era ubriaco fradicio da qualche parte? Era stato catturato o ucciso da una banda rivale? Si era venduto al miglior offerente, o peggio, alla polizia? Il boss aveva ordinato una vera a e propria caccia all’uomo. Ribes sapeva troppe cose su certi affari.
Piccoli non si confidò neanche con la madre. Aveva mandato tutto a puttane, la finale e la sua brillante carriera a causa di un ricatto. Il calciatore aveva una relazione con un ragazzo minorenne e gli uomini del Catalano erano entrati in possesso di foto che non lasciavano molti dubbi. I due si incontravano sempre nel solito albergo. Piccolo particolare: la pensioncina era di proprietà del Catalano. Per evitare lo scandalo Piccoli accettò di truccare la partita più importante della sua vita. La squadra sarebbe dovuta andare in vantaggio e subire una rimonta nei minuti finali. Scese in campo ubriaco e inscenò il memorabile raptus. Nessuno sospettò nulla.
Gli uomini del boss avevano ucciso il ragazzino e minacciavano di incastrarlo. A quanto pare non era sufficiente tenerlo in pugno, volevano proprio stritolarlo, togliergli l’aria.

Il Catalano trovò finalmente Ribes in uno dei bordelli che gestiva. Non stava scappando, quindi, stava soltanto dilapidando la vincita. Ribes non era a conoscenza del ricatto, aveva scommesso contro il figlio senza imbeccate, il suo più che un calcolo da navigato giocatore d’azzardo era un auspicio. Alla fine della partita la gioia era stata doppia.
Ribes era svenuto da qualche ora, probabilmente un collasso, troppo alcol, forse cocaina, la padrona del bordello s’era preoccupata e aveva chiamato il boss. Due sgherri andarono a prenderlo, lo tirarono su a forza di schiaffi e secchiate d’acqua gelata.
«Che cazzo succede? Uno non può neanche divertirsi?»
Lo portarono dal Catalano. Nell’ufficio c’erano il boss, i suoi fidati guardaspalle e il figlio Martino, che su di giri per via della coca, calciava una pallina da tennis contro il cane che stava là a prendersi le pallonate in faccia. Si parlava ignorando quel cocainomane che s’accaniva sulla povera bestia.

«Allora, hai fatto fuori il Mora, gettato dall’auto, che modi sono questi?»
«Capo, tranquillo, non ci sono impronte, niente che lo colleghi a noi».
«Sì, ho controllato, è tutto a posto. Ma non ti ho voluto vedere per questo. Piccoli è tuo figlio, no?»
«Non mi piace parlarne».
«Decido io cosa ti piace, Ribes».
Il Ribes annuì.
«Come hai saputo della sconfitta in finale? Ti sei giocato la rimonta, l’espulsione, proprio tutto. Hai tirato su una bella somma».
«Il disprezzo che nutro per mio figlio ha pagato bene».
«Quindi non sapevi niente della combine?».
«Oh cazzo, quel frocio si è venduto la partita? Che coglione!»
«Diciamo che ci ha fatto un favore in cambio di certe cose. Ti disturba?»
«No, per niente, io ho vinto un sacco di soldi, mio figlio è rovinato, non potrei volere di più».
«Sono contento. Tutto qui, volevo vederti per assicurarmi fosse tutto a posto. Avrai il mio voto per padre dell’anno».
«Controlli anche quel concorso?»
«Beh, prenditi una vacanza, tra qualche settimana ti voglio di nuovo in forma. Ti vedo bene, mi sembri più vivo che mai».
«A presto, capo».

Mentre andava via, Ribes sentì qualcuno alle sue spalle: era Martino, il figlio del capo.
«Ce l’hai, allora? Ce l’hai?»
«Tuo padre non vuole che nessuno ti venda niente, ci tengo alla pelle».
«Cazzo dai, ti do quello che vuoi, ho una ragazza nuova che ti potrebbe piacere».
«Questa è l’ultima volta», e gli allungò una bustina di coca.

Marco Piccoli si era buttato dal nono piano dell’attico della madre. In una lettera spiegava il suo gesto, raccontava tutto, faceva nomi e cognomi, dichiarava la sua omosessualità. La madre bruciò la lettera. Le madri rimediano sempre agli errori dei figli. Fece sparire pure una lettera in cui Piccoli dava il consenso alla donazione degli organi. La madre pensò che quegli organi difettosi avrebbero solo fatto del male. Le madri rimediano sempre agli errori dei figli.
Ribes sentì la notizia della morte alla radio:

“Telemaco Piccoli, conosciuto come Marco, ci lascia a soli 28 anni. Un talento purissimo, una vita personale chiacchierata, italo-argentino, ragazzo fragile che non ha retto la pressione, ma è normale privi di guida morale con tutti quei soldi si risch…”

Galleria. In quel minuto di buio Ribes fu libero di provare qualcosa di simile allo sconforto. L’odio, per un breve periodo, non attecchì più. Fine della galleria. “Erika, la sua ultima fidanzata lo ricorda come un ragazzo solare e divertente…”
Ribes spense la radio. Guidò verso la questura, era deciso a dire tutto.

Mentre confessava e svelava i traffici del Catalano, il figlio del boss moriva tra orribili convulsioni dopo aver sniffato cocaina tagliata con atropina e Demerol.

Andrea Frau

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...