FICTIOTEQUE #3: CARNAZZA

#5

Verde 5, ottobre 2012

Terza puntata di Fictioteque – Boutique di cronache cineletterarie, la rubrica che Federica Lemme ha ideato e curato su Verde dal luglio 2012 all’aprile 2013. Carnazza è stata pubblicata per la prima volta nel numero 5 del nostro cartaceo (ottobre 2012): scrivevano con Federica Ottavia Spisni, Pierluca D’Antuono, Max Cabrerana, Alda Teodorani, S.H. Palmer, Deny Everything Distro 2.0, Sergio Gilles Lacavalla.

CARNAZZA
un film di ENZO TULPA
RIGHEIRA PRODUCCIÓN
Genere: B movie esoterico

Sheena è l’indiscussa regina della letteratura sieropositiva. Nasconde un oscuro passato nelle pieghe luttuose di abiti dentro cui DaVe si sta perdendo. Con la testa tra le tentacolari stoffe, il teenage dream della poesia inglese abbandona gli orgasmi nascosti tra le pallide cosce di Sheena. Orgasmi fuori dalla violenza della stabilità. Sbagliati. Senza limiti. Privi di strategie e del comune senso di una storia. Densi solo di atmosfera e sensazione. La paura piomba anima e corpo e, cercando controllo, nuova luce e verità in promesse new age, DaVe vola verso una setta messicana. È un corollario di sogni infranti dalla ruggine degli aghi dove le ali sono annodate alle catene emostatiche imposte da un santone da bancarella vegan. L’orgasmo dell’eroina dello spirito in Messico diviene solo un pubblico supplizio senza nome. Il sapore dello sperma di DaVe si trasforma in quello di chiunque, lontano dall’erotico rapace che leccava elettriche scosse nella fica palpitante di Sheena. Lei che ora cerca di disintossicarsi dai resti di quel seme ma continua a volere il sapore del suo cazzo masturbandosi nel televisore spento di un motel dell’Inghilterra. Fottendosi da sé, mentre sui muri scoscesi squilla il telefono per annunciarle che suo fratello Dee Dee sta perdendo se stesso in un cancro mortale. Partirà con lui. Viaggiando verso l’indefinito. Fino a un giorno ferito dalla luce della mescalina. Sulle rive del Rio Bravo abitato dalla voce dissolta della Santa Muerte, quando, per un solo pugno di dollari, il corpo livido dei cavalieri vegani viene abbandonato dalla bestiale umanità del santone dentro un allevamento di polli. Il sesso secco e privo di vita si trasforma in un giocoso habitat per il becco degli uccelli. DaVe riesce a fuggire. Dee Dee decide di prendere il sopravvento sopra il suo incancrenito destino peccando di hybris e annegando la testa nella spigolosità delle pareti rocciose di Messico e sangue, sino al decesso in un mattino sovrannaturale. DaVe e Sheena sono nudi sopra sotto bordi di cielo in cui i loro infranti sogni compongono un temporale di fuochi. Il sesso di lei gocciola. Gli occhi sono inceneriti dall’apocalisse che le ha spezzato il cuore. Il cazzo di DaVe è ancora teso. Pronto a sputare una poesia. Il corpo trema. Una parte di lui è andata via per sempre. Con la pura gioia che lo rendeva diverso. Forse ciò che sembra alba non lo è mai. Gli occhi del teenage dream piangono. Tende una mano a Sheena. Lei sta allungando il braccio. Uno sparo. Lo schermo ricoperto di sangue. Chi abbia sparato e chi sia morto non è dato saperlo. Magari nessuno dei due, oppure entrambi. Svelarlo non è l’intento di Enzo Tulpa: ex attore porno, ex allievo di Jodorowsky.
Già ex regista, perché Carnazza è il suo primo e ultimo film.

Federica Lemme

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...