LA SCIMMIA (2/6)

impossibile caos irreversibile

Inchiostro Lisergico, Impossibile caos irreversibile

Terrorismo, vivisezione e post-11 settembre: sono i temi de La scimmia, il romanzo di fantascienza (definizione dell’autore) che Francesco Cortonesi sta scrivendo per Verde. Proseguiamo con la sesta parte del secondo capitolo (il primo capitolo è qui).
Illustrazione di
Inchiostro Lisergico (Impossibile caos irreversibile).

«Questa violenza. Questa violenza non può farci comprendere nulla». Lo dici cercando di non fare tremare la tua voce.
«La violenza si annida nelle nostre vite e non ce ne accorgiamo. Siamo noi le scimmie pronte per essere uccise» ribatte Applewhite.
«Il terrorismo viene da fuori. La scimmia veniva da fuori».
«La Rumore Bianco ha tutto l’interesse a farcelo credere, tutti se ne rendono conto eppure nessuno sembra seriamente intenzionato a fare qualcosa». Applewhite tira fuori un pacchetto di sigarette dal taschino della giacca. «Queste sono prodotte dalla Rumore Bianco», aggiunge mostrandoti il pacchetto.
«Il terrorismo è tutto quello che ci interessa».
«Il muro. È il muro che protegge questo inganno».
«L’inganno della violenza?»
«L’inganno di una vita costruita sulla paura».
«Siamo qui per chiederti di accompagnarci nell’underground».

Applewhite si accende una sigaretta e getta il pacchetto sulla scrivania. «Scendere oltre il giardino zoologico, fin giù negli stabulari oggi è quasi impossibile».
«Qual è il legame tra la morte della scimmia e queste immagini?» domanda Clara.
«In questa stanza non potrò certo spiegarvelo».
«Sei molto conosciuto, ti lasceranno passare», suggerisci.
«Credi che possa bastare? Credi che si fidino ancora di me?»
«Non so cosa intendi per fiducia».
«Forse perché non sai realmente di cosa stiamo parlando. Credi davvero che interessarsi alla morte di una scimmia basti per scoprire la verità?»
«La matrice politica, quella svastica. La verità verrà fuori. Ne faranno un caso».
«Sarà il caso sbagliato».
«Qualcuno vorrà sapere cosa è successo».
«E perché mai qualcuno dovrebbe interessarsi a una scimmia?»
«L’essere umano è naturalmente curioso».
«Forse per questo è così facile ingannarlo».
«E la stampa? Tutti quei fotografi? Quei giornalisti? Credi davvero che siano tutti disposti a mentire?»
«Non mentiranno. Si convinceranno».
«Si convinceranno che il terrorismo è un modo per impedire agli abitanti del sedicesimo di dichiarare guerra agli abitanti del settantaquattresimo?»

La pelle bianca di Applewhite non smette per un attimo di catturare la tua attenzione. Continui a fissarlo. L’idea che quest’uomo sia depositario di una qualche forma di verità ti affascina. Quest’uomo si crede la reincarnazione di un pazzo suicida che ha convinto una quarantina di persone dell’esistenza di un disco volante nascosto dietro a una cometa, fino a spingerle al sacrificio supremo.
Quest’uomo è anche la persona che cura il tuo disturbo post traumatico.
Quest’uomo ti affascina in maniera infantile. Tu vuoi che sia lui a condurti nell’anima segreta della Torre. A poco a poco il suono della sua voce si trasforma in un rumore di fondo, qualcosa di simile a una frequenza radio che trasmette dal passato. Senti che potresti lasciarti andare, facilitare l’arrivo del sonno, accogliere il black out. Perché non addormentarsi?

Chiudere gli occhi.
Dimenticare la scimmia.
E smettere di cercare la verità. Una qualsiasi.

CONTINUA (primo capitolo qui; il secondo qui)

Francesco Cortonesi

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