FICTIOTEQUE #1: BRANCA MON AMOUR

p.1

Verde 2, luglio 2012

Federica Lemme è dedita al vizio del gioco letterario. Scrive di musica sopra Ritual Magazine, Indie For Bunnies, Impatto Sonoro, Mucchio Selvaggio.
Sulle nostre pagine, dal luglio 2012 all’aprile 2013, ha ideato e curato la rubrica Fictioteque – Boutique di cronache cineletterarie. “L’idea”, spiegava allora Federica,  “è di scrivere dei racconti in forma di recensione ammiccando da lontano, molto lontano. Il sottotitolo della rubrica ne svela l’intento senza velare. Mi piacerebbe creare un orizzonte d’attesa denso di aspettative apparentemente reali, con lettori che magari ci chiedono dove poter trovare il libro. La parola boutique, inoltre, e la parola cronache sono un velato rimando a Dino Buzzati, uno degli autori che più si è divertito a mescolare la fantasia con il giornalismo.”
La rubrica è composta di sette puntate, che rileggeremo da oggi ogni mercoledì. Branca mon amour è apparsa per la prima volta nel numero 2 del nostro cartaceo: scrivevano con Federica Er Farco (Poeti der Trullo), Alda Teodorani, Morris Del Frate, Luigi Bonaro, S.H. Palmer, Deny Everything Distro 2.0, Sergio Gilles Lacavalla.

BRANCA MON AMOUR
di Elettra Reed
EBM Edizioni, pp.160, euro 9,90

Una misteriosa ragazza giapponese dalla chioma blue Klein. Un uomo in nero che incide il suo romanzo sopra nastro magnetico. Una cyberstar in maschera che piange il fallimento. Avventori di un posto lontano in cui si ballano cangianti ritmi nipponici dai capelli poco lisci. Tutti girano come una lavatrice, come le lancette impazzite dei battiti spezzati e convulsi di un noir dai riflessi kitsch e steampunk dove, nello spazio di un quadrante, ragazzi mascherati da giacobini del III millennio perdono per sempre il DNA in una sanguinosa eiaculazione.

Frasi senza impronta digitale impastano la bocca dei pensieri con un aromatico sapore sessuale. Raccontando la radiografia interiore di corpi che s’increspano e smarriscono l’anima nell’amplesso con una donna senza volto: MeduSa. Sulle spalle porta un groviglio di serpi inciso con indelebile inchiostro. Una ripresa a bassa risoluzione di queste parole è il solo indizio ritrovato, grazia e angoscia di Special Agent Man. Arruolatosi in polizia dopo una giovinezza violentata dal western, l’uomo ha il compito di squarciare il velario che ricade sopra le morti insieme a Shampoo che, passato dal Nintendo direttamente alle droghe sintetiche, gestisce il centro sociale dove avvengono le stragi senza calibro. Nessuna mano armata. Solo inchiostro di piombo declina le modalità della macelleria di mezzanotte ideologicamente impenetrabile. Tra odore di piscio e wasabi, allo scoccare di lampi strobo, a cinque ore esatte dalla conoscenza col proprio carnefice si muore faccia a faccia con lui. In un sospiro truccato d’argento si annega in sabbie fluorescenti di desiderio. Mentre l’assassino continua, invisibile, a cercare la perfezione del palpito degli orologi nella morte, che qualcuno gli ha portato via impressionandolo eternamente nelle pagine di un libro. Rendendolo null’altro che il prolungamento del suo pene.

Folle volere di regnare sulle cose che cambiano. Decapitare il tempo prima che un pugno d’ore possa impossessarsi degli eventi, cambiare il radioclima e portarlo al tormento. È la verità proclamata dalle riprese ritrovate? Rispondono solo il vento e una frase che rimbomba incessantemente. Nebbia. Nessuna ideologia in anonime pagine che potrebbero appartenere all’aguzzino come alla vittima. Si dilegua il confine tra padroni e schiavi, tra chi racconta e chi compie l’azione. Una dissolvenza in nero ricopre il diritto d’autore, perché la storia, le immagini e i personaggi, sono solo un’illusione dentro questo romanzo dalle punte doppie che si riavvolge in un perfetto cerchio concentrico. Una bobina omicida dal dogma bifronte.

Attraverso una scrittura più esasperante di un ticchettio il lettore viene pettinato con una carica elettrostatica in grado di far saltare in aria tutti gli stereotipi che popolano la controcultura.

p.14 FICTIOTEQUE #1 (Federica Lemme)

Federica Lemme, Fictioteque #1 (Progetto grafico di Elena Bortolini).

 

Federica Lemme

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