CASUAL FRIDAY #25: CONFESSIONI DI UN JIHADISTA VERDE

 

Pure a capodanno Casual Friday (anche su Facebook) è la rubrica di Verde nata per promuovere un nuovo reading code. Ogni settimana un racconto inedito di un autore diverso che cercherà di farvi ridere, divertirvi o semplicemente imbarazzarvi.
Cominciamo bene il 2016 mettendo un punto all’indecorosa cialtronata della “sparizione di Andrea Frau“, che per l’intero mese di dicembre ha tenuto con il fiato sospeso (ah ah ah) i nostri amati tre lettori. Tabagista non dava più notizie di sé dal 16 ottobre scorso, quelli del Casual Friday lo davano per morto (con tanto di RIP su facebook), Confessioni di un jihadista verde dovrebbe spiegare che cosa è davvero successo (SPOILER: la solita farsa da scissionisti incalliti).
Da queste parti, forse già lo sapete, il capodanno lo si festeggia il primo settembre. Oggi è soltanto venerdì, il nostro augurio è il solito: rilassatevi!

Illustrazione di DeadTamag0tchi (I wait Iwait aiueit).

Mi svegliano nel cuore della notte. Un energumeno mi scuote: «Si svegli signore, si svegli!»
Un waterboarding d’acqua santa mi strappa dal sonno. Sono troppo rincoglionito per spaventarmi. Non ho neanche il tempo di farmi venire un infarto.
Cerco di capire chi c’è in camera. Gli energumeni sono due. Uno dei due attacca:

Energumeno 1: «Nel suo portatile abbiamo rinvenuto materiale propagandistico jihadista. Foto, video di addestramenti, istruzioni per fabbricare ordigni artigianali, canzoni che inneggiano a Daesh…»
Rido.
Io: «No, guardate, è un gigantesco equivoco, alquanto buffo se devo esser sincero».
E.1: «Gli attentati su obiettivi civili e militari la fanno ridere, quindi?»
Io: «Sono ancora mezzo addormentato, fatemi mettere a fuoco…» dico stropicciandomi gli occhi.
E.1: «Abbiamo la prima confessione, vuole metterci fuoco…»
Io: «Ma che cazzo! Fermatevi un attimo, fatemi alzare…»
E.1: «Può anche stare a letto».
Io: «Che gentile, ma non ho chiesto il quarto grado come servizio in camera. Ascolti, comandante, gendarme, Luca Carabiniere Marinelli, come devo chiamarla? Si qualifichi innanzitutto».
E.1: «Per lei sono solo Signore».
Io: «Il mio unico Signore è Allah».
E.1: …
E.2: …
Io: «È uno scherzo, porca miseria, uno scherzo, Signore!»
E.1: «Come risponde alle accuse? Cosa ci fa con tutta questa roba? Qua vediamo un file dal titolo Confessioni di un jihadista verde, per esempio».
Io: «Visto che siete esperti forse potete aiutarmi, si dice un jihadista o uno jihadista?»
E.1: «Elude la domanda, molto bene».
Io: «No guardi, è solo che dico stronzate come meccanismo di difesa».
E.1: «Quindi si sta difendendo, si sente colpevole?»
Io: «E chi non lo è? Ascolti, sto scrivendo un racconto. Un racconto su un aspirante terrorista, tutto qui. Le sembro un fanatico musulmano?»
E.1: «Sta scrivendo un racconto. Quindi è scrittore? Bene, bene, qui abbiamo un intellettuale, un artista. E per quale casa editrice scrive? Che libri ha scritto?»
Io: «Veramente scrivo racconti su internet».
E.1: «Ah. Scrive su internet! Tutti scrivono su internet, pure io scrivo su internet! Tu, Bartelli, scrivi sui forum della Lazio, no? Sei scrittore, hai visto, e manco lo sapevi!»
Io: «Abbiamo iniziato male, possiamo fare un discorso razionale per piacere? Mi avete svegliato nel cuore della notte, questi sono metodi fascisti, da stato di polizia. Siete matti, non potete fare una cosa del genere!»
E.1: «E se stanotte, mentre lei dormiva, il Presidente della Repubblica avesse proclamato lo stato d’emergenza e conferito tutti i poteri al Capo di Stato Maggiore di Difesa? Magari la democrazia è stata sospesa per garantire la sicurezza, e lei dormiva. Tra l’altro se facesse un sondaggio scoprirebbe che la gente sarebbe pure d’accordo a rinunciare alla libertà per la sicurezza. Ma ricapitoliamo, lei ci ha dato dei fascisti, dei matti, chissà cosa dirà quando inizieremo…»
Io: «Inizieremo a cosa? Oddio…Ascolti Signore, io scrivo raccontini per una rivistina che si chiama Verde».
E.1: «Dei raccontini, che simpatico, bene, bene. Quindi lavora per questa rivistina
Io: «No, veramente, non è proprio un lavoro…»
E.1: «La pagano almeno?»
Io: «Eh no, in effetti no».
E.1: «È ricco di famiglia? Come campa? Come paga la connessione internet per scaricare tutta quella roba sull’Isis e minacciare la sicurezza nazionale?»
Io: «Si dà il caso che io studi, mi aiutano i miei, stavo solo facendo una ricerca».
E.1: «Ah bene, ha quasi 30 anni, studia ancora, vive sulle spalle dei genitori, e passa il tempo a documentarsi sulla jihad. Come ha detto che si chiama la rivistina
Io: «Verde».
E.1: «Bartelli, cerca un po’ questo Verde».
E.2: «Non c’è nulla, capo».
Io: «No, guardi, non è possibile. Scriva Verde rivista su Google. Posso vedere? Non c’è nulla davvero…Provi a scrivere Verde Casual Friday».
E.2: «Nulla, a parte negozi d’abbigliamento. Forse sono eco-terroristi e stanno preparando un attentato all’Upim».
E.1: «Non saltiamo a conclusioni, e non saltiamo in aria. Che vuol dire Casual Friday? Voi jihadisti vi vestite come volete il venerdì? Con cintura esplosiva più comoda, magari?»
E.2: «Questa è buona capo, è in formissima oggi!»
E.1: «Riassumiamo la sequenza di menzogne: non è uno scrittore, libri non ne ha pubblicati. Io sono dell’antiterrorismo ma terroristi ne scovo. Se non ne trovassi sarei un millantatore come lei che dice di essere scrittore. Secondo: la rivista dove lavora, mi scusi, dove scrive, non esiste, ci vuole dire la verità o dobbiamo fare a modo nostro?»
Io: «Non so perché non si trovi il sito. Io questo racconto manco volevo scriverlo! Me l’hanno commissionato…»
E.1: «Quindi agisce su commissione, molto bene. Le cose son due: o sta parlando in codice e racconto vuol dire attentato o lei ci sta prendendo per il culo e noi non tolleriamo le mancanze di rispetto, vero Bartelli?»
E.2: «Molto vero, capo».
Io: «Voi non potete entrare in casa mia nel cuore della notte, senza prove, senza nulla, senza mandato…»
E.1: «Il mandato! Ha intenzione di appellarsi anche al primo emendamento? Lei guarda troppi telefilm americani, anzi serie tv, le chiamate così ora, no?»
E.2: «Sì capo, i giovani le chiamano così ora».
E.1: «Bartelli, non devi sempre rispondere quando ti chiamo in causa, basta un cenno, annuisci al limite».
E.2: «Scusi capo, quando rispondo allora?»
E.1: «Ti faccio un segno io. Quando voglio sentire la tua risposta batto il piede a terra, ok?»
E.2: ….
E.1: «Bravo».
E.2: «Grazie».
E.1: …
Io: «Mi hanno incastrato, io non volevo manco scriverlo quel racconto. Avranno eliminato il sito per cancellare le tracce, oppure è uno scherzo dei Santamerro’s o di Quaranta».
E.1: «Ci faccia i nomi di chi l’ha messa in mezzo, chi gliel’ha commissionato?»
Io: «D’Antuono, Pierluca D’Antuono!»
E.1: «Ma è un nome vero questo qui?»
Io: «Oddio, non lo so, a pensarci bene non credo».
E.1: «Bene, bene, utilizzano pure nomi da battaglia».

Cade un accendino. Bartelli pensa sia il segnale.

E.2: «Chi non ha nulla da nascondere non utilizza nomi in codice, capo!»
E.1: «Porca puttana Bartelli, era l’accendino, non il piede».
E.2: «È un altro segnale? Cosa devo fare quando cade l’accendino, capo?»
E.1: «Devi andare a fare in culo, Bartè. Torniamo a noi. Questo signor D’Antuono è il vostro capo?”
Io: «Oddio capo, a volte si firma Commissario, ma ironicamente».
E.2: «Hanno una gerarchia definita e dei ruoli, capo!»
E.1: «Sì, Bartelli, grazie della preziosa chiosa».
E.2: «Di niente capo, sempre pronto».
E.1: «Sei nato in ritardo vero Bartelli?»

E.1: «E sentiamo caro mio, anche lei ha un nome in codice? Che ruolo ricopre nell’organizzazione?»
Io: «Ma che organizzazione, che ruoli! Sono una persona normale! Quando scrivo sono Tabagista».
E.1: «Ah, vuole fumare? Io ho una gran voglia, ma secondo delle disposizioni non posso fumare in presenza di un prigioniero. Scariche elettriche ai genitali sì, ma niente fumo passivo».
Io: «Prigioniero? Oddio!»
E.2: «Non si allarmi, tenga, fumi!»
Io: «Veramente ho smesso».
E.1: «Ma se si firma Tabagista?! Bartè, non è che siete parenti? E poi siamo noi i matti. Dice di essere uno scrittore ma non pubblica libri e non lavora per case editrici, si firma Tabagista e non fuma; dice di essere una persona normale, magari se andiamo a fondo scopriamo, che so io, che ha le branchie, o magari che è invertito!»

Bartelli ride. A Io comincia a crescere una barba lunghissima, cerca di nasconderla con le mani, ma i due se ne accorgono. Io diventa anche più sbiadito, il grassetto scompare. Il capo batte un piede a terra, Bartelli inizia a cantare. Il capo inizia a ballare il tip tap. Bartelli batte le mani a tempo.

Mi sveglio. Un energumeno mi butta una secchiata d’acqua gelata in faccia, sono a testa in giù.
Pierluca D’Antuono: «Ben svegliato raggio di sole! Allora questo racconto è pronto o no?»

Andrea Frau

Buon anno ragazzi!

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