LA SCIMMIA (2/2)

Terrorismo, vivisezione e post-11 settembre: sono i temi de La scimmia, il romanzo di fantascienza (definizione dell’autore) che Francesco Cortonesi sta scrivendo per Verde. Quella di oggi è la seconda parte del secondo capitolo (il primo capitolo è qui).
Illustrazione di
DeadTamag0tchi (Gonna leave this region and take me with them).

Nella Torre Nord ci sono 116 supermercati. Un giornalista che si auto proclama indipendente ha recentemente mandato in onda sul canale 37 un’indagine sugli effetti che la voce registrata delle casse automatiche avrebbe sulla clientela. La voce sarebbe modulata su frequenze riconducibili a quelle che si trovano nello spettro dell’ipnosi. Il giornalista avrebbe dimostrato attraverso uno studio realizzato in collaborazione con lo stabulario dell’underground che le voci computerizzate delle Torri non sono percepite dagli animali domestici e questo significherebbe di conseguenza che sono state ampiamente alterate. Le voci registrate che invece attraverso le casse sono diffuse all’interno dei supermercati sarebbero, secondo questa indagine, in grado di influenzare i clienti con messaggi subliminali sponsorizzati dalle aziende leader della distribuzione. Aziende leader che si occupano tra l’altro della vendita di armi e farmaci antidepressivi. In realtà non esiste alcuna prova inconfutabile, ma l’ipotesi di un complotto a danno degli abitanti delle Torri ha ottenuto notevole popolarità, anche perché nessuna azienda accusata si è preoccupata di rilasciare una smentita.

In seguito al servizio andato in onda in prima serata, il movimento Verità sull’11 settembre 2001 ha inscenato un sit in di protesta occupando i corridoi tra il ventiquattresimo e il ventiseiesimo piano, dove ha sede la Rumore Bianco, l’azienda che gestisce l’appalto dei suoni propagati all’interno delle Torri. Tutte le voci elettroniche sono registrate negli studi della Rumore Bianco. Dai supermercati agli ascensori, dai parcheggi allo zoo. Per due giorni il responsabile della sicurezza ha cercato di trovare un compromesso con i leader del movimento, ma alla fine le trattative sono fallite e i piani sono rimasti inaccessibili. Il terzo giorno, alcuni attivisti di Verità sull’11 settembre 2001 hanno innalzato barricate usando fogli di lamiera trovati all’interno di un tir parcheggiato davanti allo zoo. Subito dopo hanno avuto inizio le azioni dimostrative che presto sono degenerate in scontri con gli agenti di sicurezza. Alcuni dimostranti hanno preso a mattonate le vetrine della Rumore Bianco e ricoperto di graffiti le insegne pubblicitarie dell’azienda. A quel punto gli agenti di sicurezza sono intervenuti in tenuta antisommossa, ma hanno fatto non poca fatica a contenere i dimostranti che hanno risposto lanciando sassi e lacrimogeni. Sono stati esplosi anche alcuni colpi di pistola.

Nel tardo pomeriggio gli attivisti si sono barricati in un appartamento del ventiseiesimo piano e hanno cercato di resistere alle cariche degli agenti gettando fumogeni nella moquette del corridoio. Gli agenti di sicurezza hanno dovuto indossare l’equipaggiamento antisommossa e le maschere antigas, mentre i pompieri cercavano di domare l’incendio. Verso le ventuno, gli agenti sono riusciti a sfondare la porta, e sono entrati nell’appartamento protetti dagli scudi di plastica. I dimostranti a quel punto hanno aperto le finestre e hanno minacciato di gettarsi nel vuoto. Solo a tarda notte si sono finalmente arresi.

Sarebbero una trentina gli attivisti arrestati e una quindicina gli agenti intossicati, ma fonti anonime vicine al movimento parlano di cinquantadue attivisti fermati e dei quali non si hanno più notizie dal momento dell’arresto.

CONTINUA (primo capitolo qui; il secondo qui)

Francesco Cortonesi

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