LE RITORSIONI. UN LONTANO VOLO

#1

Verde 1, giugno 2012 (In copertina: Govert Bidloo, Anatomia Hvmani Corporis, tavola 1. Colorazione elettonica: Elena Bortolini)

Le ritorsioni. Un lontano volo è un piccolo, breve, prezioso racconto di Simone Ghelli, apparso in Verde 1 (giugno 2012), il numero del nostro battesimo di stampa. Simone era in compagnia di Francesco Tentori, Stefano Di Marino, Alda Teodorani, Sergio Gilles Lacavalla, S.H. Palmer, Deny Everything Distro 2.0, Luca Carelli.


Non successe tutto d’un tratto, ma fu come.
I mesi che erano passati lenti, disseminati di discussioni, di piccole ritorsioni e d’inganni: dov’erano finite tutte quelle settimane spremute dall’attesa di un cambiamento?
I corpi e i discorsi erano ancora adagiati tra la notte e il giorno, quando lui si girò tra le lenzuola calde; e fu una rotazione lenta, che sembrò non finire mai, e che la sua bocca masticò in un attimo: «Oggi prendo le mie cose e vado da Umberto».
Finalmente eccoli qua, pensò, tutti quei giorni punteggiati d’interrogativi: e la risposta era una sola, non poteva che esser quella.
Enora combatté tra il sentimento di liberazione e il senso di sconfitta, e contò le ferite come gocce che ticchettavano sul tetto, in quel primo mattino che era una notte di nuvole; ma il tempo non le fu sufficiente: Jacopo aveva già drizzato la schiena, senza porre un attimo tra due pensieri, e la sua ombra dominava il buio nella posizione eretta, a sedere su quel materasso che da tempo non ospitava più gli amplessi.
Da seduto la sua voce prese un che di definitivo, che era traccia di un passato già certificato: «Hai ragione tu,» le disse, «non continuiamo a prenderci in giro».
I minuti seguenti, Enora li passò nel tentativo insensato di una sintesi: balbettò frasi ed eseguì capriole concettuali sperando di trasfigurare la realtà, dalla quale per istinto era portata a fuggire.
«Non dici più niente?» le chiese.
Un piccione – il solito – volò sbattendo contro la tettoia non appena Jacopo aprì le imposte. Rimasero delle piume a galleggiare nell’aria fredda, bianche contro il cielo ancora scuro, mentre di lontano si sentiva avanzare il camion dei rifiuti, che sbatteva cassonetti sull’asfalto.
Enora gli prese una mano, da dietro: «No che non ho ragione».
Dal tetto di fronte – da un’ombra appollaiata su un’antenna – si alzò un grido primordiale che non trovò risposta.

 

Simone Ghelli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...