LA SCIMMIA (1/3)

D†D_Savino_Ficco

Savino Ficco, D†D

Terza parte del primo capitolo de La scimmia, il romanzo di Francesco Cortonesi che Verde sta pubblicando con cadenza mensile. Le prime due puntate sono qui e qui. La foto che accompagna il racconto, D†D, è di Savino Ficco.

Chiudi gli occhi. Intravedi l’immagine di un rubinetto che perde. Improvvisamente distingui le singole gocce che esplodono su una pietra vulcanica vecchia milioni di anni. Le gocce incidono parole. Hai l’impressione che qualcuno ti stia sussurrando qualcosa all’orecchio. Non più acqua ma voci: sono storie misteriose e frammentate. Vedi ancora una volta i lampi intorno all’oscuro universo che ti circonda. La pietra adesso sembra graffiata da lettere antiche che ignori. Vorresti conoscerne il significato, sapere se quella lingua contiene speranza o paura.

Ogni Torre è suddivisa in tre zone che fanno capo al quarantaquattresimo, al settantottesimo e al centodecimo piano. Gruppi di ascensori veloci, ciascuno in grado di portare fino a cinquantacinque persone, arrivano direttamente ai punti di smistamento al quarantaquattresimo e al settantottesimo. Qui si può salire su una navetta elettrica per raggiungere i punti intermedi. In ogni edificio una sola cabina pubblica va direttamente dal pianterreno all’ultimo piano. C’è anche un montacarichi che fa lo stesso servizio.

Una volta hai fatto un sogno. I raggi del sole schizzavano sui vetri dei piani più alti, accecando momentaneamente le sentinelle. Improvvisamente i telefoni degli appartamenti prendevano a squillare. I residenti della Torre Nord, senza alcun motivo, si affacciavano alla finestra per vedere, come sincronizzati, cosa stava succedendo. Fuori i soldati raccoglievano i cadaveri della battaglia appena conclusa. Dividevano le teste dai tronchi, per poi fare dei mucchi ben ordinati ai piedi delle catapulte. Tra le macerie i fuochi accesi bruciavano. Una visione improvvisa, una visione dentro la visione, ti aveva mostrato l’ultimo sussulto del Reattore prima di spegnersi. Nella giungla gli Invasori festeggiavano la vittoria intorno ai loro fuochi. Rimaneva da prendere soltanto la Torre Nord. Non temevano la battaglia e tu lo sapevi. Vi avrebbero divorato proprio dentro quegli appartamenti che per tanto tempo avevate considerato come il monumento alla vostra vittoria sulla giungla. Nella Torre Nord gli agenti di sicurezza correvano da un piano all’altro, cercando di tranquillizzare le donne e i bambini. «Gli Invasori non avranno vita facile,» urlavano, «La Torre è inespugnabile!» I piani bassi che ospitavano il Reattore erano stati studiati per resistere a qualsiasi attacco, anche al più sofisticato. Sapevi che il Reattore poteva inviare una richiesta d’aiuto e che presto o tardi sarebbero arrivati i soccorsi, spazzando via gli Invasori. Seduto nella hall principale guardavi la morte, la vedevi riflessa negli occhi di tutti, come se all’improvviso ti fosse stata donata la possibilità di osservare migliaia di volti contemporaneamente. Nessuno era disposto ad accettarlo apertamente. Gli Invasori spegnevano i fuochi del campo e stipavano i simulacri della loro vittoria. Scrutavano il cielo. Non avrebbero permesso a nessuno di strappar loro ciò che ormai si erano ripresi, e che consideravano come totem da venerare. Il Reattore continuava a pulsare un segnale sbiadito dagli alimentatori distrutti: nessuno avrebbe mai potuto sentire la richiesta d’aiuto proveniente dall’ultima Torre rimasta in piedi.

CONTINUA (qui tutte le puntate)


Francesco Cortonesi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...