ROCK CRIMINAL #3: KINGSTON, BABILONIA

Verde 5, ottobre 2012

Verde 5, ottobre 2012

Ultima puntata (per ora?) di Rock Criminal, la rubrica di Sergio Gilles Lacavalla: Kingston, Babilonia è il racconto della notte in cui Dennis “Leppo” Lobban firmò la sua condanna a morte uccidendo Peter Tosh. Dal numero 5 del cartaceo (ottobre 2012).

Se la provvidenza non fa il suo dovere bisogna darle una mano. Meglio se armata. La canna della Browning 9mm di Dennis Lobban, detto “Leppo”, si poggiò sulla testa di Peter Tosh.
«Sono andato in carcere al posto suo. Quando gli trovarono la ganja dissi che era mia e allora lui promise che avrebbe provveduto alla mia famiglia fintanto che sarei stato dentro. Un cazzo! Ero venuto a chiedergli di regolare i conti. Non ti do più un soldo! urlava. Ho sparato, avevo perso la testa».
Si discolpava, quel balordo che entrava e usciva di prigione. Ogni volta Peter Tosh era lì ad aiutarlo, ma lui non si accontentava mai. «Volevo solo che facesse il suo dovere,» insisteva “Leppo”. L’11 settembre 1987, dopo il tramonto, si presentò con due complici a casa del musicista, a Barbican, periferia di Kingston, e armato intimò a Tosh, alla sua fidanzata Marlene e ai loro ospiti (Carlton “Santa Davis”, Michael Robinson, Wilton Doc Brown, Jeff “Free I” Dixon e sua moglie Yvonne) di tirare fuori i soldi.
«I soldi!» urlò.
«Non abbiamo soldi in casa» rispose Tosh.
«Ho detto i soldi!» e prese un machete in cucina. «Ti taglio quella cazzo di testa!»
«Lascia stare il mio uomo!» intervenne Marlene.
«Non ci sono soldi in casa!» Furono le ultime parole che Peter Tosh pronunciò. “Leppo” esplose un colpo che ferì di striscio la testa di Marlene e fece centro nella bocca di Yvonne. Furono credute morte. «Questa notte tu morirai» disse a Tosh uno dei complici di Lobban, e poi, rivolto a “Leppo”, aggiunse: «Fai quello per cui sei venuto». “Leppo” tirò due colpi sulla fronte di Tosh, il commando sparò anche agli altri: Tosh morì durante il trasporto verso l’ospedale, Brown sul momento, Dixon dopo tre giorni di coma, “Santa Davis” e Robinson, creduti morti anche loro, si salvarono. I tre rapinatori erano fuggiti, sicuri di non aver lasciato testimoni.

Il giudice condannò a morte Dennis Lobban, pena commutata il 21 luglio 1995 in ergastolo. I suoi complici non furono mai identificati. Si dice che siano stati uccisi dalla malavita nelle strade di Kingston, o dalle forze dell’ordine per eliminare testimoni scomodi. «Non sembravano ragazzi del ghetto», disse Michael Robinson. «Sembravano più dei poliziotti».
L’11 maggio del 1981 (il giorno in cui Bob Marley muore per un melanoma) il Primo Ministro Edward Seaga, del Jamaica Labour Party, arriva alla conclusione che se l’attentato al profeta rasta ed ex compagno di Tosh nei Wailers avvenuto due giorni prima del concerto del 5 dicembre 1976 (organizzato dal partito allora al governo, il People’s National Party) – era fallito a causa della provvidenza, adesso la stessa provvidenza doveva ricevere un aiuto.
«Quella sera mi trovavo a Jones Town, in una drogheria al numero 3 di Crook Street. Ci rimasi fino alle 22. Io e Peter siamo cresciuti nello stesso ghetto, era un fratello», sostiene oggi “Leppo”. I vicini dicono che la famiglia di Dennis Lobban non se la passi più tanto male. E che è meglio che lui resti in carcere.

Sergio Gilles Lacavalla

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...