CASUAL FRIDAY #4: LA RESURREZIONE DI SONIA SS

Casual Friday è la rubrica di Verde nata per promuovere un nuovo reading code. Ogni settimana un racconto inedito di un autore diverso che cercherà di farvi ridere, divertirvi o semplicemente imbarazzarvi. Oggi c’è Paolo Gamerro. È venerdì, rilassati!

«La conosci la spaventosa vicenda dell’attrice pornoariana zombie?» faccio a Filippo Santaniello. «Sarà una cazzata, ma era ieri sul giornale.» Davanti a noi passano un paio di fighette con le Nike Free Run, i leggins scuri e i wayfarer neri. Una giovane cameriera ci porta i caffè al tavolo e nel bar parte una canzone dei Rem. Li detesto. Chiedo dello zucchero di canna e vado avanti: «Si chiamava Sonia SS, era delle mie parti, Busto Arsizio zona ospedale, aveva vent’anni, centinaia di video all’attivo e una decina di gonzo movies girati nell’est Europa, fatti e finiti…»

«Aspetta che la cerco sullo smartphone,» mi interrompe lui interessato. Trova subito un video dove c’è Sonia alle prese con tre cazzi, uno per ogni buco mainstream. La situazione diventa interessante quando due guidos si mettono a fotterle le ascelle, come ho visto fare soltanto a Omar Galanti in una pellicola anni Novanta. Il filmino è girato con un cellulare di infima qualità. Le immagini sono sgranate, l’audio è un brusio generale indefinito.
«Bé, che è successo a sta tipa?» mi chiede Fil sorseggiando il suo caffè. Una cameriera identica a Shay Sights (so che non c’è bisogno di dire chi sia) ci porta due fettone di crostata di ciliegie e finalmente il mio zucchero di canna.

«Gira questa versione qui,» mi schiarisco la voce, «ma prendila con le molle, ok?»
«Ti ascolto.»
«Dicono che Sonia fosse stata scritturata per un lavoro davvero importante, a Milano, con Roberto Grande, roba seria questa volta, con soldi e tutto quanto, hai presente?»
«Continua» mi fa Filippo posando lo smartphone sul tavolo.
«Una sera lei torna a casa e trova sul divano il suo ragazzo con una zozzetta di massimo diciotto anni. Naturalmente sclera di brutto.»
«Ovvio.»
«Devi sapere che Sonia è sempre stata innamoratissima del suo ragazzo, uno che con il porno non c’entra una cazzo: è Achille Rognoni, il proprietario del Bingo Bar, vicino al liceo classico, in centro a Busto. Si sono conosciuti a scuola, stanno insieme da dieci anni o giù di lì.»
«Quindi cos’è successo?» mi chiede Filippo, mentre al tavolo affianco al nostro si siedono una mamma e una figlia, bionde, abbronzate, con le bocce enormi, e io penso che mi farei entrambe. In sottofondo, intanto, Just like Heaven dei Cure. Un pezzo per me sopravvalutassimo.
«È successo un casino! Cominciano a litigare, si insultano, vola qualche schiaffo, lui le dà uno spintone, Sonia cade per terra, sbatte con la testa sullo spigolo di un tavolo e ci rimane.»
«Morta?»
«Già» rispondo addentando la mia fetta di torta. Mamma e figlia intanto bevono un frappé e io penso a quanto sarebbe fico se cominciassero a slinguarsi.
«Il bello viene ora: Rognoni è disperato, la ragazzina anche, non sanno cosa fare, è stato un incidente atroce. Chiamano il 118, ma la situazione è talmente grave che i medici possono soltanto accompagnarla in obitorio. La notizia si diffonde il giorno dopo e il fandom di Sonia SS si dispera. Ci rimangono tutti di merda, ma di merda merda, eh? Lei era una divinità nella scena gonzo underground. Per questo creano un gruppo su Facebook e decidono di omaggiarla in qualche modo.»
«In che modo?»
«Organizzano un pellegrinaggio sulla sua tomba, subito dopo i funerali. E così mercoledì notte venti scappati di casa scavalcano i cancelli del cimitero e si mettono a segarsi sulla sua tomba…»
«Porcaputtana!»
«Vivevano per lei, Sonia era la loro dea! Molti la conoscevano anche di persona, insomma lei era di qui, magari qualcuno di loro in tempi non sospetti se l’è pure fatta… Ad ogni modo, si fanno una sega di gruppo, una mega sega collettiva e vengono tutti sulla sua lapide. Una pippa un po’ triste, certo, ma commemorativa, l’intenzione era quella. A quel punto però uno di loro, un grassone metallaro che incontravo sempre in biblioteca, tira fuori il terrificante Libro di Eibon, gli Unaussprechlichen Kulten di Von Junzt e il Necronomicon e comincia a recitare dei passaggi oscuri in una lingua che conosce soltanto lui. Dopo il rito se ne tornano tutti a casa e a questo punto arriva la parte horror.»

Filippo è rimasto a bocca aperta. La mamma e la figlia sono andate via e adesso al loro posto ci sono due giovani uomini-lucertola parlanti, vestiti a modo, che discutono di social media marketing, crisi greca e del rilancio di Dylan Dog. Hanno la pelle verde e lunghe lingue biforcute.

«Paolo?»
«Eh?»
«La parte horror.»
«Ah sì! Allora, lo sperma condensato sulla tomba si anima! Diventa un gigantesco blob di sborra con sembianze antropomorfe: è Sonia SS! Il rito ha fatto sì che alcuni spiriti ultraterreni, probabilmente demoni, la riportassero in vita. Immaginati questa ragazza liquido seminale che se va in giro per la città assetata di vendetta! Non a caso Achille Rognoni e la cameriera sono stati trucidati proprio quella notte. I poliziotti li hanno trovati la mattina dopo al Bingo Bar, lui senza cazzo, lei senza ovaie. Lei era già stecchita, Achille era ancora vivo ma non c’era più nulla da fare, aveva perso troppo sangue. E senti qua: qualcuno gli aveva estratto le pupille! Un poliziotto ha dichiarato che Rognoni prima di andarsene avrebbe gridato con la poca forza rimasta “È stata lei! Ha abbandonato il suo sepolcro per vendicarsi e io sarò maledetto per l’eternità!”»

Filippo mi guarda impietrito. Anche se è uno scrittore horror, un racconto del genere non può non turbarlo.
«È la roba più terrificante che abbia mai sentito in tutta la mia vita! Sembra un film di Lucio Fulci! Credi che sia vero o che sia una delle solite balle dei giornali?»
«Chi può dirlo» faccio io.» «Dopo che ho sentito di gente che lavora gratis all’Expo non mi stupisco più di nulla!»

Paolo Gamerro

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